Era il giorno più normale,
si viveva bene o male
si parlava per parlare,
fine dei telegiornale,
lei sfogliava una rivista,
io chissà che avevo in testa;
cominciavo già ad odiare
la sua faccia, sempre quella,
troppo falsa, troppo bella;
in un attimo ho previsto
lo squallore di quel posto
e decisi di far presto,
presi al collo il mio passato
era già tutto finito.
Ora qui ci sto bene, anche se non c'è sole
e di amici ne ho tanti, di poche parole,
una radio c'è sempre per chi non vuoi pensare
scrivo e leggo di più, non mi posso annoiare.
Ora sono sereno e ci penso di meno,
dormo quando mi pare, posso anche sognare
la domenica in testa è davvero una festa
e se adesso ne parlo, è perché posso farlo.

Non è stato per errore,
né per caso o per l'onore:
non c'era altro da fare,
dite quello che vi pare,
però fatemi un favore
non pensate fosse amore;
era tutto un fallimento,
ero un uomo stanco dentro.
Ora qui ci sto bene, anche se non c'è sole
si divide un po' tutto, tutto è un sogno comune,
sei felice con niente, se sei un po' coerente,
io ho capito l'inferno che ho ucciso quel giorno.
Ora qui ci sto bene, non rimpiango un bel nulla,
non mi sento pentito di quel lungo minuto
e, per esser sincero, mi dispiace davvero
di lasciare gli amici per un mondo straniero.
Quel domani è vicino: verranno un mattino,
apriranno la porta coi sorrisi di scorta,
tornerò per la strada, tornerò a quella vita
che per gli altri è un mestiere e per me una fatica.

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